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Licenziabile per rimborsi carburante contraffatti anche se il ddl lo scopre a distanza di tempo

Con la Sentenza n. 10069 del 17 maggio 2016 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla licenziabilità del dipendente che ha gonfiato gli importi del rimborso carburante, nello specifico caso in cui l'azienda scopra a distanza di tempo l'illecito.Nel caso prospettato la Suprema Corte ha sentenziato la liceità del licenziamento, in quanto non riconosciuto sproporzionato rispetto all'illecito e non sussiste la necessità della tempestività della contestazione e del conseguente recesso.

Licenziamento per superamento del comporto e indicazione delle assenze nella lettera di recesso

Secondo la Corte di Cassazione nell'ipotesi di licenziamento per superamento del periodo di comporto il datore di lavoro non ha l'onere delle specificazione delle giornate di assenza del dipendente, ma se le indica, non può nel corso del giudizio riferirsi ad un periodo non considerato nel momento del recesso. In particolare, qualora sia stato contestato il superamento del periodo di comporto prolungato con ricaduta, l'addebito non può essere modificato, invocando il superamento di un diverso e minore periodo legato all'ipotesi di comporto breve. La Suprema Corte, con la Sentenza n.

Concorso nel reato per il commercialista che suggerisce fatture false: Sentenza

Con Sentenza 28 aprile 2016, n. 17418, la Corte di Cassazione afferma il principio per cui il professionista che suggerisce ai propri clienti di utilizzare fatture false per abbattere il carico fiscale risponde di concorso nel reato.In particolare, i giudici specificano che vi è concorso nel reato di frode fiscale per coloro che, pur essendo estranei alla società emittente le fatture relative ad operazioni inesistenti, abbiano in qualche modo partecipato a creare il meccanismo fraudolento che ha consentito un risparmio d'imposta.

Esonero contributivo biennale: applicabilità ai giornalisti

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 16 maggio 2016 il Comunicato con il quale il Ministero del Lavoro informa di aver approvato, di concerto con il MEF, la Delibera INPGI n. 4 del 29 gennaio 2016, relativa all'applicazione dell'esonero contributivo biennale previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Non licenziabile per ritardo se il recupero è tollerato dal datore

Con la Sentenza n. 10003 del 16 maggio 2016 la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al licenziamento per mancato rispetto degli orari d'ingresso in azienda.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che non può essere causa di licenziamento il perpetrarsi di ritardi nell'inizio della prestazione lavorativa, laddove l'azienda consenta il recupero del tempo non lavorato, tanto che tale concessione diventi prassi aziendale.

Valutazione rischi da agenti chimici: corretto il riferimento al manuale INAIL

La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 9 del 12 maggio 2016, in merito alla valutazione dei rischi da agenti chimici presenti sul luogo di lavoro ha chiarito che un valido riferimento a sostegno della valutazione di tale tipologia di rischi è il manuale operativo 'il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati' redatto dall'INAIL nel 2014.

Sicurezza lavoro: come il committente si assicura della formazione dei lavoratori dell'affidatario

Con l'Interpello n. 7 del 12 maggio 2016 il Ministero del Lavoro è intervenuto in merito alla formazione dei lavoratori in ambito di sicurezza sul lavoro ed in particolare su come il committente o responsabile dei lavori possano assolvere al proprio obbligo di assicurarsi che l'impresa affidataria abbia correttamente formato i propri lavoratori (ex D.Lgs n.

Licenziamento del quadro aziendale per inosservanza dell'orario di servizio

In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, a causa delle reiterate inosservanze dell'orario di servizio, in quanto è da ritenersi non contestata la circostanza che il contratto collettivo prevede per la categoria quadri una tabella di servizio di trentotto ore settimanali. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n.

Requisiti dimensionali: quando la prova del datore non è ammessa

In materia di attestazione dei requisiti dimensionali, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi non ammissibile l'allegazione delle visure camerali e delle attestazioni INPS al fine di certificare il requisito dimensionale, in una fase successiva alla costituzione nel primo grado di giudizio.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n.

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