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Il lavoro notturno del part time va retribuito come quello dei full time

La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore a tempo parziale che svolge attività di lavoro notturno ovvero di lavoro notturno festivo ha diritto ad una maggiorazione della retribuzione, per le ore svolte con tale modalità, pari a quella percepita, per le medesime, dal lavoratore a tempo pieno comparabile.Nella Sentenza n. 20843 del 15 ottobre 2015, i giudici della Corte Suprema hanno così risolto la disputa tra un'azienda e una lavoratrice, affermando che, per il principio di non discriminazione affermato dalla Direttiva 97/81/CE e ripreso dall'articolo 4 del D.Lgs n.

Individuati per il 2016 i settori e le professioni con disparità di genere

Con il Decreto 13 ottobre 2015 del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono stati individuati, per l'anno 2016, i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna.In tali settori, caratterizzati da una significativa differenza di genere, il datore di lavoro può beneficiare di agevolazioni contributive per l'assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi (art. 4, comma 11 della Legge n. 92/2012).

Precisazioni dall'Agenzia delle Entrate in materia di Qu.I.R.

L'Agenzia delle Entrate, con Parere del 1° ottobre 2015, interviene su alcune questioni interpretative afferenti il trattamento fiscale della Qu.I.R.In particolare, in risposta a specifici quesiti sottoposti da Assosoftware, l'Agenzia precisa cheai fini della tassazione del TFR, nella formula utilizzata per il calcolo del reddito di riferimento e, conseguentemente, dell'aliquota media di tassazionel'importo della Qu.I.R. non deve essere imputato al numeratore,il periodo di tempo in relazione al quale il dipendente percepisce la Qu.I.R.

Cassazione: la fruizione indebita di benefici contributivi comporta evasione e non omissione

Con la Sentenza n. 20845 del 15 ottobre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito all'indebita fruizione di sgravi contributivi ed in particolare nel caso in cui l'azienda non fornisca tutte le informazioni adeguate a verificare l'effettiva spettanza del beneficio fruito.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che, nel caso di indebita fruizione di sgravi contributivi, non si configura la semplice omissione di versamento di contributi, bensì l'evasione contributiva.

Indice TFR del mese di settembre 2015

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di settembre 2015 è pari a 107,0 punti.L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2014 è pari a 0,000000; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 1,125000%.

Omissione contributiva: in giudizio rileva anche la testimonianza del lavoratore

L'interesse giuridico, personale e concreto del lavoratore che testimonia, in sede di accesso ispettivo, circa il suo impiego come lavoratore subordinato, senza essere peraltro inquadrato in tal senso, legittima l'azione in giudizio e non è di per sé sufficiente a delineare l'incapacità di testimoniare ex articolo 246 del c.p.c..Con questa argomentazione, la Corte di Cassazione con la Sentenza n.

Sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale: primi chiarimenti dal Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Circolare n. 26 del 12 ottobre 2015, fornisce le prime indicazioni per la corretta applicazione dei regimi sanzionatori per gli illeciti in materia di lavoro nero, Lul, prospetti paga e assegni per il nucleo familiare, a seguito delle importanti modifiche introdotte in materia dal Decreto Semplificazioni (D.Lgs n. 151/2015 attuativo del Jobs Act).Le indicazioni del Ministero sono finalizzate ad assicurare l'uniformità di comportamento di tutto il personale ispettivo.

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