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Sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale: primi chiarimenti dal Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Circolare n. 26 del 12 ottobre 2015, fornisce le prime indicazioni per la corretta applicazione dei regimi sanzionatori per gli illeciti in materia di lavoro nero, Lul, prospetti paga e assegni per il nucleo familiare, a seguito delle importanti modifiche introdotte in materia dal Decreto Semplificazioni (D.Lgs n. 151/2015 attuativo del Jobs Act).Le indicazioni del Ministero sono finalizzate ad assicurare l'uniformità di comportamento di tutto il personale ispettivo.

Licenziamento del lavoratore mediante controllo del suo operato fuori dei locali aziendali

Secondo la Corte di Cassazione è pienamente legittimo il licenziamento del dipendente che, svolgendo la propria attività lavorativa al di fuori dei locali aziendali, viene sorpreso dal datore di lavoro, mediante l'uso di uno strumento di localizzazione (Gps), ad intrattenersi al bar in orario di servizio.La Suprema Corte, con la Sentenza n.

Proroga di ferragosto valida anche in caso di ravvedimento

Come si apprende dalla Stampa specializzata, l'Agenzia delle Entrate, con una Nota inviata ai propri uffici in data 30 settembre 2015, ha fornito chiarimenti in merito alla proroga dei versamenti dal 1° al 20 agosto.In particolare, è stato precisato che la c.d. 'proroga di ferragosto" è applicabile a tutti i pagamenti da effettuare con il Mod. F24, compresi i versamenti delle somme e le eventuali sanzioni dovute a seguito:del ravvedimento (art. 13, D.Lgs. n. 472/1997);della conciliazione giudiziale (art. 48, D.Lgs. n. 546/1992);del concordato e definizioni agevolate delle sanzioni (D.Lgs. n.

Rappresentanza in giudizio dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro: si devono attendere i decreti attuativi

Il Ministero del Lavoro, con la Nota protocollo n. 16576 del 7 ottobre 2015, fornisce chiarimenti in merito all'art. 9 del D.Lgs n. 149/2015 che istituisce l'Ispettorato Nazionale del Lavoro.In merito alla rappresentanza in giudizio dello stesso, il Ministero chiarisce che, nelle more della sua piena operatività eventuali conteziosi non possono che essere instaurati nei confronti delle articolazioni territoriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno adottato gli atti impugnati.

Licenziato anche se il comportamento lesivo non è avvenuto durante lo svolgimento del rapporto

In tema di licenziamento per giusta causa, nell'ambito di una cessione di ramo d'azienda, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore, che ha patteggiato la condanna penale quando era ancora alle dipendenze del cedente; infatti, i cambiamenti nella titolarità non hanno effetti sui rapporti di lavoro intercorsi con il cedente che proseguono, a tutti gli effetti, con il cessionario. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n.

Responsabilità per l'infortunio avvenuto all'ingresso del centro commerciale

In materia di infortuni sul lavoro, secondo la Corte di Cassazione il datore di lavoro non è responsabile per l'incidente occorso alla dipendente di un negozio operante all'interno di un centro commerciale, in quanto avvenuto nel transito dell'ingresso dell'edificio stesso. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 40721/2015, ha precisato che nei centri commerciali con diversi negozi la figura del datore, cui compete la tutela della sicurezza nell'ipotesi di infortunio in uno spazio comune, è l'amministratore dell'immobile se questi ha almeno un dipendente.

Lavora durante la malattia: licenziamento legittimo

Svolgere un'attività lavorativa presso terzi durante un periodo di assenza per malattia dal proprio posto di lavoro legittima il licenziamento attuato dal datore di lavoro: così facendo, infatti, il lavoratore viola il rapporto di fedeltà, correttezza e buona fede nei confronti del suo datore di lavoro, laddove l'attività svolta sia incompatibile con lo stato di infermità ovvero rallenti, potenzialmente, la guarigione.La Corte di Cassazione si è così espressa nella Sentenza n.

Cassazione: licenziamento per GMO se anche i sindacati constatano la soppressione del posto

Con la Sentenza n. 19923 del 6 ottobre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla legittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell'ipotesi in cui il posto di lavoro sia stato soppresso.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che si configura come legittimo il licenziamento per GMO, qualora la soppressione del posto di lavoro sia stata anche oggettivamente accertata dalle rappresentanze sindacali aziendali.

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