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Le sanzioni legate ad un piano rateale non si trasmettono mai agli eredi: Circolare

Con Circolare 7 agosto 2015, n. 29, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi in caso di pagamento rateale delle somme dovute dal de cuius in base agli istituti definitori dell'accertamento e deflattivi del contenzioso.In particolare, è stato precisato che, ai sensi dell'art. 8, D.Lgs. n. 472/1997, non si trasmetto mai agli eredi le sanzioni dovute dal de cuius anche se lo stesso è deceduto nel corso di un piano rateale di pagamento non ancora concluso, stabilito in base ai citati istituti definitori.

Regime dei minimi e MOSS: Risoluzione

Con Risoluzione 28 agosto 2015, n. 75, in risposta ad un interpello, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli adempimenti IVA in caso di servizi elettronici resi da soggetti in regime dei contribuenti minimi (art. 27, commi 1 e 2, D.l. n. 98/2011) ad un soggetto comunitario privato.Infatti, dal 1° gennaio 2015, per effetto dell'entrata in vigore del novellato art. 7-sexies, comma 1, lettere f) e g), D.P.R. n. 633/1972, tali tipi di prestazioni di servizi rese da soggetti passivi a committenti non residenti privati, (rapporti c.d.

Interposizione fittizia di manodopera: i contributi gravano sul committente

Nel caso di interposizione fittizia di manodopera, l'onere di versare i contributi previdenziali dei lavoratori grava sul committente dell'opera e non anche sull'appaltatore, in quanto la fattispecie di reato porta a considerare i lavoratori quali dipendenti diretti del committente.Così la Corte di Cassazione nella Sentenza n. 17516 del 3 settembre 2015, ha risolto la causa tra l'INPS e un datore di lavoro, che si era visto recapitare una cartella esattoriale con cui era stato chiesto il pagamento di una somma a titolo di contributi e sanzioni.

No alla proroga del contratto a termine per la sostituzione del personale in ferie

In tema di lavoro a tempo determinato, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del contratto a termine che viene prorogato più volte e per la sostituzione del personale in ferie, dal momento che le nuove richieste di ferie e congedi non possono essere considerate esigenze contingenti ed imprevedibili per il datore di lavoro. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n.

INPS: aggiornamento della procedura di gestione della malattia, maternità e Legge n. 104/1992

L'INPS, con il Messaggio n. 5521 del 3 settembre 2015, rende noto chea seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs n. 80/2015 in materia di congedo parentale e di prolungamento del congedo parentale per figli disabili,è stata aggiornata la procedura gestionale 'Malattia maternità e Legge 104/92' per permettere la corretta gestione delle pratiche interessate.

Cassazione: colf licenziabile anche se incinta

Con la Sentenza n. 17433 pubblicata il 2 settembre 2015, la Corte di Cassazione interviene in merito alla licenziabilità della collaboratrice domestica in stato interessante.In particolare, la Suprema Corte ha dichiarato inapplicabile il divieto di licenziamento della lavoratrice in stato interessante, qualora si tratti di collaboratrice familiare in quanto la norma prevede che, a tale tipologia di dipendenti, non possa essere applicato l'articolo 54 del D.Lgs n. 151/2001 (divieto di licenziamento della lavoratrice in stato di gravidanza).

Superlavoro: niente risarcimento se le prestazioni non sono richieste dal datore

Lo stakanovista che accentra su di sé compiti e responsabilità proprie di altri colleghi d'ufficio, senza che il datore di lavoro glielo abbia richiesto, non ha diritto ad alcun ristoro del danno da superlavoro in quanto non sussiste alcuna responsabilità del datore sulla base dell'articolo 2087 del codice civile.La Corte di Cassazione, nella Sentenza n.

Licenziamento del lavoratore per il clima di tensione creato in azienda

Secondo la Corte di Cassazione è da ritenersi pienamente legittimo il licenziamento nei confronti del dipendente che, con comportamenti minacciosi ed ingiuriosi, crea un generale clima di tensione all'interno dell'azienda. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 17435 del 2 settembre 2015, ha precisato che la sanzione espulsiva risulta proporzionata, dal momento che il lavoratore non ha fornito la prova che i fatti contestati costituivano la reazione ad un atteggiamento persecutorio da parte del datore di lavoro.

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