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Il mobbing verso il familiare o parafamiliare può integrare il reato di maltrattamenti in famiglia

La Corte di Cassazione ha stabilito che il mobbing operato nei confronti di un lavoratore con il quale sussiste un rapporto parafamiliare può integrare anche il reato di maltrattamenti in famiglia ex articolo 572 del Codice Penale.Con la Sentenza n. 44589 del 4 novembre 2015, i giudici della Corte Suprema hanno respinto il ricorso avanzato dai titolari di una srl, padre e figlio, che per anni avevano vessato e maltrattato un lavoratore dipendente, sposatosi con la di loro figlia / sorella.

Fissato lo sconto artigiani per il 2015 nella misura dell'8,16%

Con Decreto del Ministero del Lavoro 17 settembre 2015, pubblicato nella sezione Pubblicità Legale del sito www.lavoro.gov.it in data odierna, è stata fissata, per l'anno 2015, la misura della riduzione spettante alle imprese artigiane.Lo sconto artigiani si applica alla regolazione 2015 nella misura dell'8,16% (alla regolazione 2014 era stata applicata la misura del 7,99%).

Solleciti ai contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione IVA: Provvedimento

Con Comunicato stampa 29 ottobre 2015, l'Agenzia delle Entrate ha reso noto che è emerso che sono 65mila i contribuenti che non hanno ancora presentato, o non compilato correttamente, la dichiarazione IVA 2015. A detti soggetti l'Agenzia sta inviando una lettera di sollecito.Inoltre, con Provvedimento 29 ottobre 2015, la stessa Agenzia ha fornito le modalità con cui vengono messe a disposizione dei contribuenti le informazioni da verificare per assicurarsi le sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.

Il giudice non può rideterminare l'entità della sanzione

In materia di provvedimenti disciplinari, la Corte di Cassazione ha sancito che il giudice non può rideterminare l'entità di una sanzione comminata dal datore di lavoro ad un lavoratore, ma solo verificare il rispetto delle norme legislative e contrattuali che ne regolano la materia, in primis il principio di proporzionalità tra la sanzione e il fatto contestato. Con la Sentenza n.

Licenziamento: illegittimo se il datore non mette a disposizione i documenti oggetto della contestazione

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento espulsivo comminato al lavoratore qualora, a fronte della richiesta di quest'ultimo dei documenti posti a base del licenziamento, il datore di lavoro non provveda alla consegna.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 22025 del 28 ottobre 2015, ha precisato che ai fini del licenziamento per giusta causa la legittimità del provvedimento risulta condizionata alla consegna dei documenti posti a base del provvedimento espulsivo, qualora il lavoratore ne faccia richiesta.

Colpevole il datore per la morte dell'operaio intento all'utilizzo di un macchinario modificato

La modifica di un macchinario eseguita per agevolare l'utilizzo o la manutenzione dello stesso comporta un rischio che va contro gli obblighi di tutela e prevenzione in capo al datore di lavoro previsti dalla Direttiva n. 2006/428/CE (la 'Direttiva macchine'), recepita dal D.Lgs n. 17/2010 e dal D.Lgs n. 626/1994 (nonché, ovviamente dal D.Lgs n. 81/2008). Così, l'infortunio mortale occorso al lavoratore durante l'utilizzo del macchinario stesso comporta la condanna del datore, che non ha tutelato il lavoro.La Corte di Cassazione si è così espressa nella Sentenza n.

Assunzioni congiunte in agricoltura: implementata la D.A.

L'INPS, con il Messaggio n. 6605 del 28 ottobre 2015, in materia di assunzioni congiunte in agricoltura, comunica che è stato rilasciato il modello di Denuncia Aziendale (D.A.), implementato con i campi relativi agli elementi identificativi dell'azienda che funge da Referente Unico.Ai fini della comunicazione delle informazioni relative alle aziende co-datrici, il Referente Unico dovrà compilare il nuovo quadro 'I' (assunzioni congiunte) indicando, per ogni co-datore, la tipologia, (ad es.

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