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Contribuzione volontaria: il divieto di cumulo non è incostituzionale

In materia di contribuzione volontaria, la Corte Costituzionale ha chiarito che non può considerarsi ammissibile la questione di costituzionalità relativa all'art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 184/1997 nella parte in cui la disposizione vieta il cumulo tra contribuzione previdenziale volontaria e contribuzione nella gestione separata nei casi di prosecuzione dell'attività lavorativa per un ridotto numero di ore e per redditi di importo inferiore a 3.000 euro annui.Nello specifico la Corte Costituzionale, con la Sentenza n.

Termine al contratto giustificato dalla temporaneità e specificità rispetto ai dipendenti già in forza

In materia di qualificazione del rapporto di lavoro nell'ambito degli spettacoli televisivi, la Corte di Cassazione ha riconosciuto come rapporto a tempo indeterminato l'attività prestata da un 'realizzatore – decoratore' nell'ambito di diverse produzioni televisive in forza ad una decina di contratti a tempo determinato, per di più in presenza di altri dipendenti dell'azienda con analoghe mansioni e in forza a tempo indeterminato.I giudici della Corte Suprema hanno motivato la Sentenza n.

Fondi di solidarietà bilaterale: presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione

L'INPS, con la Circolare n. 122 del 17 giugno 2015, interviene per fornire indicazioni riguardo le modalità per la presentazione on-line delle domande di assegno ordinario e interventi formativi ai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale di cui all'art. 3 della Legge n. 92/2012 (c.d.

Niente licenziamento per mancanza temporanea dei titoli per svolgere la mansione

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che non possiede più i titoli per lo svolgimento della sua mansione, ma che riuscirebbe ad acquisirli con uno specifico corso. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 12486 del 17 giugno 2015, ha chiarito che in tale ipotesi è ravvisabile un'impossibilità meramente temporanea a svolgere quella attività lavorativa e, pertanto, risulta precipitosa ed ingiustificata la decisione del datore di lavoro di irrogare la sanzione espulsiva.

Esonero contributivo triennale: al via i controlli ispettivi

Il Ministero del Lavoro, con Lettera circolare n. 9960/2015, ha fornito indicazioni operative alle direzioni interregionali e territoriali e, per conoscenza, all'INPS e all'INAIL finalizzate ad identificare i casi di fruizione indebita dell'esonero contributivo triennale introdotto dalla Legge di Stabilità 2015.Alcune DTL hanno infatti segnalato comportamenti elusivi ritenuti non in linea con i principi della norma.

Danno biologico: per il riconoscimento la prova spetta al lavoratore

In materia di danno biologico, la Corte di Cassazione ha chiarito che ai fini del riconoscimento dello stesso nei confronti del lavoratore, è necessario che quest'ultimo provi il nesso di causalità tra danno e nocività del luogo di lavoro.Nello specifico la Suprema Corte, con l'Ordinanza n. 12464 del 17 giugno 2015, ha precisato che ai fini del riconoscimento del danno biologico subito dal lavoratore, risulta necessario provare il nesso causale tra la violazione delle norme di legge da parte dell'azienda e il danno fisico irreversibile prodotto al lavoratore.

Esenzione IMU enti non commerciali: Nota IFEL

Con Nota 1 giugno 2015, l'IFEL ha fornito una serie di approfondimenti in merito all'esenzione IMU per gli enti non commerciali.In particolare, contrariamente a quanto espresso dal MEF con Risoluzione n. 4/2013, l'IFEL ritiene che l'esenzione IMU non vada applicata qualora un ente non commerciale conceda in comodato un immobile ad un altro ente no profit per lo svolgimento di attività ammissibili all'esenzione (art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 504/1992) in quanto viene meno il requisito dell'utilizzo diretto da parte del soggetto passivo IMU.

Assoggettamento IRAP automatico alle forme societarie commerciali: Sentenza

Con Sentenza 22 maggio 2015, n. 10600, la Corte di Cassazione ha confermato il principio in base al quale l'attività svolta dalle società commerciali costituisce in ogni caso presupposto d'imposta ai fini Irap, ai sensi dell'art. 2, D.Lgs n. 446/1997 (Istituzione e disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive).In particolare, secondo i giudici, la scelta di svolgere un'attività utilizzando uno dei modelli di società commerciale implica l'automatico assoggettamento a Irap e in tali casi la sussistenza o meno di un'autonoma organizzazione risulta irrilevante.

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