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La mancata notifica di invito al pagamento non preclude l'iscrizione a ruolo del tributo non versato: Cassazione

Con Ordinanza 13 luglio 2015, n. 14535, la Corte di Cassazione ha precisato che le imposte non versate possono essere iscritte a ruolo anche qualora non sia stata inviata la notifica di invito al pagamento delle sanzioni fiscali.In particolare, la Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica dell'invito al pagamento è una procedura che consiste nel dare al contribuente la possibilità di alleggerire le sanzioni derivanti dall'omesso pagamento del tributo, fermo restando l'obbligo di versamento integrale di tale tributo e dei relativi interessi maturati.

Dipendente licenziato per esternalizzazione del servizio mensa

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente in caso di esternalizzazione del servizio mensa cui era adibito.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14807 del 15 luglio 2015, nel sottolineare che il licenziamento è giustificato dalla soppressione di tale servizio, ha chiarito che, ai fini del repechage, spetta al lavoratore provare la possibilità di essere adibito ad altre mansioni.

Cassazione: licenziamento illegittimo se rifiutando il trasferimento si rinuncia a mansioni superiori

Con Sentenza n. 14829 del 15 luglio 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito all'illegittimità del licenziamento in caso di trasferimento della sede abituale della prestazione lavorativa.In particolare, la Suprema Corte ha sentenziato come illegittimo il licenziamento di una dipendente che, aveva sì rifiutato il trasferimento, ma si era resa disponibile a svolgere mansioni inferiori rispetto a quelle previste per il suo inquadramento, pur di mantenere la sede abituale di lavoro.

Niente IMU e TASI per Cnr ed Enea: Risoluzione MEF

Con Risoluzione 13 luglio 2015, n. 7, il MEF ha fornito dei chiarimenti in relazione all'esenzione IMU e TASI per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali per l'attività di ricerca scientifica, ai sensi dell'art. 7, comma 1, lett. i), D.Lgs. n. 504/1992.Si chiarisce, in particolare, che possono fruire dell'esenzione sia il Cnr che l'Enea, in quanto in possesso dei requisiti soggettivi, oggettivi, generali e di settore che qualificano le attività come svolte 'con modalità non commerciali' ai sensi dell'art. 7 sopra citato.

Indice TFR del mese di giugno 2015

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di giugno 2015 è pari a 107,3 punti.L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2014 è pari a 0,280374; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,960280%.

Cassazione: licenziamento nullo della gestante anche se poi abortisce

Con Sentenza n. 14723 del 14 luglio 2015, la Corte di Cassazione interviene in merito alla nullità del licenziamento della lavoratrice in 'stato interessante', qualora la gravidanza si concluda con un aborto.In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che il licenziamento è nullo non solo durante tutto il periodo di gravidanza ma anche successivamente all'interruzione della stessa, in quanto l'aborto viene equiparato ad un periodo di malattia.

Licenziato il dipendente che accetta regali di valore dai clienti

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del funzionario di banca che accetta regali dai clienti, a nulla rilevando la mancanza di precedenti disciplinari ed il fatto di non aver danneggiato l'immagine della banca.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14446 del 10 luglio 2015, nel respingere il ricorso ha ribadito che la sanzione risulta giustificata, in quanto la condotta del dipendente è contraria all'etica e alla buona fede.

Incentivo all'esodo: aliquota irpef è sempre ridotta del 50%

In materia di incentivo all'esodo, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi legittima la richiesta del dipendente di vedersi restituito il 50% delle somme trattenuto a titolo di irpef.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14523 del 13 luglio 2015, ha precisato che, ai sensi dell'art. 19, comma 4, DPR n. 917/86, alle somme riconosciute al lavoratore a titolo di incentivo all'esodo va applicata la riduzione del 50% dell'aliquota irpef.

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