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Procedura CIGS non sanata da un successivo accordo con i sindacati

In materia di CIGS, la Corte di Cassazione, nel ribadire l'illegittimità della procedura d'individuazione dei lavoratori da porre in Cassa integrazione senza l'accordo sindacale, ha precisato che anche l'intesa ex post con i sindacati non può sanare la procedura quando non sono chiariti i criteri di rotazione dei dipendenti, in quanto per la scelta dei lavoratori interessati è necessaria una precisa graduatoria e non si può fare riferimento ad 'esigenze tecnico organizzative'.In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n.

Gruppi parlamentari e consiliari: precisazioni INPS

L'INPS, con il Messaggio n. 5865 del 23 settembre 2015, precisa che i gruppi parlamentari e consiliari non rientrano nel campo di applicazione del Decreto Legge n. 149/2013 e, quindi, non sono destinatari dell'estensione della disciplina della CIGS e dei contratti di solidarietà, disposta dall'art.

La ricezione di pagamenti in nero non determina la condanna per dichiarazione fraudolenta a carico dei componenti del Cda: Cassazione

Con Sentenza 22 settembre 2015, n. 38382, la Corte di Cassazione ha precisato che è da escludere la responsabilità penale per dichiarazione fraudolenta in capo ai componenti del Cda dell'azienda, motivando tale condanna solo sulla ricezione di pagamenti 'in nero'.I Giudici, infatti, hanno sottolineato che sono penalmente irrilevanti tutti i comportamenti pregressi alla presentazione della dichiarazione, compresa la ricezione di pagamenti 'in nero'.

Contabilità affidata a terzi - diverso calcolo dell'IVA ma non deroga dei termini: Sentenza

Con Sentenza 18 settembre 2015, n. 18368/15, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'affidamento della contabilità a terzi comporta un diverso calcolo dell'IVA da versare ma non autorizza una deroga dei termini.In particolare i giudici stabiliscono che qualora il contribuente affidi a terzi la tenuta della contabilità, il calcolo dell'imposta da versare è basato sulle annotazioni relative al secondo mese precedente (non al mese precedente, come avviene ordinariamente) data la non immediata disponibilità della documentazione contabile affidata a terzi.

Cartella muta valida se entro 60 giorni non viene impugnata dal contribuente: Cassazione

Con Sentenza 18 settembre 2015, n. 18448, la Corte di Cassazione ha precisato che la cartella di pagamento la cui sottoscrizione risulta illeggibile e dunque non attribuibile ad alcun funzionario responsabile del procedimento (c.d. 'cartella muta') diviene definitiva se il contribuente non la impugna entro 60 giorni.In particolare, i Giudici hanno chiarito che qualora l'avviso di accertamento sia privo degli 'elementi essenziali' di validità, il contribuente ha la possibilità di impugnare tale atto entro e non oltre i termini previsti dall'art. 21 D.Lgs. n. 546/1992.

Niente assoluzione per il titolare dell'impresa familiare che non ha redatto il Pos

In tema di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che il titolare dell'impresa familiare che lavora sui cantieri non può essere assolto per il sinistro occorso ad un lavoratore, a nulla rilevando riguardo l'obbligo di redazione del piano operativo di sicurezza (Pos) il fatto che l'impresa non abbia lavoratori subordinati. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 38346 del 21 settembre 2015, ha annullato la sentenza di assoluzione del titolare, demandando al giudice del rinvio la verifica se l'eventuale redazione del Pos avrebbe potuto impedire l'infortunio.

Cassazione: demansionamento risarcibile anche oltre i 5 anni

Con la Sentenza n. 18431 del 18 settembre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito al risarcimento del danno in materia di demansionamento ed in particolare sulla possibilità da parte del lavoratore di vantare la lesione dei propri diritti anche decorsi 5 dall'accaduto.A riguardo la Suprema Corte ha sentenziato che, anche se decorsi più di cinque anni dal demansionamento da 'capo distretto' a semplice venditore, non si configura lo stato di acquiescenza e accettazione da parte del lavoratore, che può quindi ancora vantare il risarcimento del danno subito.

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