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La testimonianza dell'investigatore privato non è sufficiente per un licenziamento

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8070 del 21 aprile 2016, ha stabilito che la testimonianza dell'investigatore privato, assunto dall'azienda per controllare un dipendente, che riferisce di un colloquio con una vicina di casa dell'interessato, non è sufficiente a legittimare il licenziamento per giusta causa del lavoratore.Nel caso in specie, un dipendente aveva chiesto un congedo parentale per alcuni giorni.

Approvato dal Parlamento europeo il nuovo Regolamento UE sulla Privacy

In data 14 aprile 2016, il Parlamento europeo ha approvato il Regolamento UE sulla Privacy, che andrà a sostituire il Codice sulla Privacy italiano e tutte le leggi sulla riservatezza degli stati membri UE.In particolare, tra le novità introdotte si segnalano le seguenti:la portabilità dei dati, ossia il diritto al trasferimento dei dati da un titolare ad un altro;l'oblio, il quale consiste nel diritto a deindicizzare pagine web o informazioni in rete;il consenso dovrà essere espresso e inequivoco.La stampa specializzata annuncia che la pubblicazione del Regolamento nella Gazzetta Ufficiale de

Licenziato il dipendente recidivo per cumulo degli illeciti disciplinari

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che ha collezionato una serie di addebiti disciplinari, alcuni particolarmente gravi, dal momento che la contrattazione collettiva prevede anche il licenziamento per cumulo di sanzioni. La Suprema Corte, con la Sentenza n.

Valida la co.co.pro se dal contratto si desumono anche solo gli obiettivi economico-sociali del DDL

Con la Sentenza n. 7716 del 19 aprile 2016 la Corte di Cassazione interviene in merito alla legittimità di una vecchia collaborazione a progetto, nel caso in cui l'obiettivo non emerga esplicitamente dal contratto.In particolare la Suprema Corte ha stabilito che, nel caso di specie, il rapporto poteva ritenersi valido e non essere ricondotto a subordinazione, in quanto dal contratto si desumevano gli obiettivi economico-sociali che il committente si prefissava di ottenere utilizzando la collaborazione.

Niente imposta di bollo sui certificati anagrafici richiesti dagli studi legali: Risoluzione

Con Risoluzione 18 aprile 2016, n. 24, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale ai fini dell'imposta di bollo dei certificati anagrafici richiesti dagli studi legali per la notifica di atti giudiziari.In particolare, ai sensi dell'art. 18, D.P.R. n. 115/2002, i certificati anagrafici, qualora siano richiesti dalle parti processuali, sono da considerarsi esenti dall'imposta di bollo, in quanto 'antecedenti, necessari e funzionali ai procedimenti giurisdizionali'.

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